“Sono Rouguiatou e vengo dalla Guinea. Sono arrivata in Italia nel 2015, e in questi tre anni ho vissuto a Milano e Roma. Ho attraversato un periodo iniziale difficile, come capita a tutti quando si è lontano dagli amici e dalla famiglia in un contesto nuovo. Non conoscendo nessuno, il miglior modo per non pensare era tenermi impegnata, e così per un periodo ho lavorato in un progetto di sostegno per minori stranieri non accompagnati. Il centro che mi ospitava mi ha aiutato a trovare il lavoro, a sistemarmi con i documenti e a iniziare la mia vita in Italia.     
Ero partita dalla Guinea piena di speranze: all’epoca ero al terzo anno di medicina e, nonostante la partenza, non avevo certo intenzione di abbandonare gli studi. Così, mentre lavoravo, cercavo un modo per ricominciare a studiare e fare quello che sognavo fin da bambina. Ho anche lavorato sei mesi in albergo per mettere abbastanza soldi da parte e studiare. Purtroppo, non è andata come pensavo: non parlando bene l’italiano, non ho superato il test di ingresso per medicina. Ero scoraggiatissima, ma ho comunque deciso di tentare con un’altra facolta (di ripiego, per come la vedevo al tempo): scienze della formazione. Con il tempo ho capito che non basta desiderare qualcosa, l’imprevedibile può sempre essere dietro l’angolo, e bisogna essere preparati per i cambi di programma. Il lato positivo di questo è che nella vita puoi sempre trovare qualcosa che non pensavi nemmeno potesse piacerti. Io per esempio, non potevo fissarmi sulla medicina, se l’avessi fatto non sarei qui oggi, non avrei continuato a studiare. Insomma, scienze dell’educazione non mi piaceva per niente, studiavo giusto perchè non volevo stare a casa, e però con il tempo è iniziata a piacermi. Di base, mi piacciono le cose utili, perchè mi piace essere utile: facendo medicina aiutavo chi stava male, lavorando in un centro per minori non accompagnati facevo lo stesso. Scienze della formazione mi darà la possibilità di aiutare i disabili.
Pian piano, anche la mia vita sociale è cambiata, ho stretto amicizia con diverse persone, mi sono fidanzata con un ragazzo italiano, insomma mi sono ambientata qui. La famiglia del mio ragazzo mi ha accolto subito, è bellissimo perchè sento il bene che mi vogliono, e mi sento a casa. Anche per le feste sono sempre da loro, festeggiamo i compleanni e il Natale insieme. Parlare solo italiano e mangiare solo cibo italiano, mi fa ovviamente sentire un pochino italiana (nonostante mi manchi il fonio che cucinava mia madre!). Per adesso non voglio tornare in Guinea, prima vorrei finire l’università e trovare un lavoro qui. Ciò non toglie che però mi manchi il mio paese, la mia famiglia, le mie amiche, le mie cose. Ma non sono mancanze pesanti, riesco a superlarle proprio perchè ormai ho trovato il mio posto qui.”