“Mi chiamo Hamudi, ho 27 anni, sono arabo israeliano di Nazareth e studio medicina. Mio zio ha giocato un ruolo importante in questa mia scelta universitaria: aveva studiato medicina in Italia 35 anni fa, e ha sempre sostenuto che la qualità dell’insegnamento qui era ottima e avrebbe valso tutta la fatica che avrei messo nello studio. Bhe, aveva ragione. Quando sono arrivato non sapevo nemmeno una parola di Italiano, zero, aggiungi il fatto che ero piccolo e che era la mia prima esperienza da solo lontano da casa, e capisci la mia confusione. Ero perso perchè nessuno capiva cosa dicessi (anche quando parlavo in inglese): ho deciso che era tempo di imparare l’italiano il giorno in cui in una farmacia non hanno capito di cosa avessi bisogno e sono tornato a casa a mani vuote. Da quel momento ho messo da parte l’inglese e ho usato solo l’italiano. Ormai mancano 3 anni per finire l’università, all’inizio gli studi sono andati un po’ a rilento, oltre a questo fatto della lingua, avevano perso il diploma di maturità e questo ha ritardato tutto, sono anche dovuto tornare in Israele. Dal punto di vista culturale non ho sofferto molto. Penso che l’italia abbia una cultura simile alla mia, anche se la cultura araba è un po’ più dura e tradizionale. Io qui sto bene, mi sento integrato, ho fatto tantissime cose in questi 5 anni. Ho conosciuto tanti ragazzi, l’ostacolo della lingua all’inizio mi spingeva a frequentare più arabi, ma una volta imparato l’italiano la mia cerchia di amici e conoscenze si è aperta. Tornerò in Israele dopo l’università per una questione di stabilità lavorativa, mi piacerebbe specializzarmi in chirurgia. La serenità e la tranquillità di questi anni in Italia però mi mancherà. In generale torno a casa almeno una volta all’anno, per me casa ha un valore importante: è l’anima. Per il resto sto benissimo, mi sono abituato ad ogni aspetto della vita qui, è in Italia che sono cresciuto.”